Pisano Fabio
ATTO UNICO
0 Valutazione
stato: Disponibile
Argomento: Teatro
Collana: COLLANA TEATRALE BETTIANA/11
anno: 2024
, pagine: 120

ISBN: 978-88-6897-342-1
11,00 €
10,45 €
Risparmi:
0,55 €
 Torna a: Teatro italiano

Il Numero Esatto è una sorta di viaggio di Alice (questo il nome, ovviamente non casuale, della protagonista) nel mistero via via più fitto della propria nascita. Cammino segnato dalla dolente impossibilità di dire “chi si è”, perché – sono sue parole - “s’è aperta una voragine io ora sono dentro un pozzo al buio”. Un quartetto di donne si divide la responsabilità della sua maternità: una prima madre, una gestante, una tata e una seconda madre. Quasi ci si perde a seguire questa catena di madri che non lo sono mai fino in fondo, ognuna in qualche modo “sbagliata”, “non giusta”, come recita il testo. In particolare, e anche questo non è casuale, l’unica madre biologica (la “proprietaria degli ovuli”, come viene definita) appare anche come quella più sprovvista del cosiddetto “istinto materno”. Di pagina in pagina il testo fa deflagrare ogni idea consolatoria della maternità in un confronto feroce col reale, “perché è solo un mito che le madri debbano qualcosa alle loro figlie”. 

Il Numero Esatto può essere letto anche come una metafora, nei suoi chiaroscuri, nel suo variare senza soluzione di continuità dal personale all’universale, a partire dalla collocazione geografica di gestazione e nascita della protagonista, divisa tra l’Ucraina, ancora in fiamme dopo vent’anni per l’attacco russo, e la Russia da cui proviene la tata, e di cui si cita en passant anche “l’ultimo zar”. 

Un viaggio che è al tempo stesso un’indagine acuminata e dolente sulla femminilità, mutuando innanzitutto da Caryl Churchill – autrice inglese di culto a cui il testo è espressamente dedicato – forme e ritmi del linguaggio, nervoso e frammentato. Un linguaggio capace di aderire alla realtà in maniera nitida, dando vita ad un affresco che i personaggi vanno componendo negli accaniti e serrati confronti a due che danno forma al testo. 

Un testo scritto con mano sicura, ad alta vocazione scenica, il cui approdo in palcoscenico ci si augura prossimo e felice. 

[estratto dalla motivazione per il conferimento del Premio Ugo Betti 2024. La giuria composta da Marco De Marinis (Presidente), Lucia Chiatti, Pierfrancesco Giannangeli, Massimo Marino e Gilberto Santini, segreteria Donatella Pazzelli]

Lascia una tua recensione

Lascia una tua recensione
Hai letto questo libro? vuoi lasciare una tua recensione? iscriviti al sito e accedi con il tuo utente e la tua password per scrivere un tuo commento.
Grazie

Autenticati per poter scrivere una recensione. Accesso