Tuttamerica Anno XLV, nn. 206-207, 2025
Collana: Letterature d'america
ISSN: 1125-1743
VALERIA GENNERO, A Kaleidoscopic Truth: The Several Worlds of Pearl S. Buck
MARIA VITTORIA D’AMICO, “A Tale Full of Sound and Fury”: una lettura di Let It Come Down di Paul Bowles
SILVANA MORELI VICENTE DIAS, MAURÍCIO SANTANA DIAS, O mundo é uma província: Haia como memória e identidade em crônicas de viagem de Manuel Bandeira à Europa
FEDERICO CANTONI, Entre la patria y la palabra: el debate Cortázar-Heker sobre el exilio y el compromiso literario
STEFANO FRANCESCHINI, Circuits of Belonging: Wanderings and Displacement in Richard Powers’ Expatriate Writings
SUSANNA NANNI, Exilio y resistencia en Roma: cartografía de unamemoria desde otra mirada
FEDERICA ROCCO, Estar en el exilio, para ser libres: Colección permanente de María Negroni
COLLABORATORI
VALERIA GENNERO è Professoressa Ordinaria di Letterature anglo-americane presso l’Università di Bergamo. Ha pubblicato quattro volumi e oltre cinquanta saggi di narrativa americana e teoria I suoi studi più recenti si concentrano sulla figura di Pearl S. Buck. È stata invitata come plenary speaker al Pearl S. Buck International Symposium del 2019 a Zhenjiang, in Cina. Nel 2023, una rivista accademica cinese ha pubblicato il suo saggio “Fighting angels: Pearl S. Buck and the ambivalent legacy of mis-sionary work” (“战斗的天使:赛珍珠与传教工作遗产的双重性”). È attualmente impegnata in un progetto di ricerca sul discorso attor-no al benessere nella letteratura americana dell’Ottocento.
MARIA VITTORIA D’AMICO è stata Professoressa Ordinaria di Letterature anglo-americane presso l’Università di Catania fino a ottobre del 2011. Ha pubblicato numerosi contributi su autori contemporanei, tra cui un volume sui racconti brevi di Thomas Pynchon e diversi saggi dedicati a Jerzy Kosinski, Gilbert Sorrentino, Raymond Federman, Coleman Dowell, William Gass, e alla scrittura sperimentale di Mary È inoltre autrice di sette saggi su vari temi dell’opera di Paul Bowles: dagli effetti posi-tivi del comporamento mendace, ai paesaggi visti come trasposi-zione delle tracce criptiche che segnano il confine tra ufficialità e intima segretezza; dalla tradizione marocchina riflessa nelle storie a tema kif, all’identità mutevole dei personaggi, trasformati dalla caratteristica identità socio-geografica di Tangeri.
SILVANA MORELI VICENTE DIAS è laureata in Lettere (UNESP), con titolo di Dottore di Ricerca in Teoria Letteraria (USP, Premio CAPES riservato a tesi di dottorato) e post-doc presso l’IEB-USP e l’Université Sorbonne Nouvelle/Paris 3, ed è docente universitaria all’UVA/RJ, nonché autrice dei seguenti libri:
MAURÍCIO SANTANA DIAS è Professore Associato di Lettere Moderne e Studi di Traduzione presso l’Universidade de São Paulo (USP), con un post-doc alla Sapienza Università di Roma (2008-2009) e alla Sorbonne Nouvelle Paris 3, e ha tradotto e cura-to più di 80 titoli. Nel 2020, gli è stato attribuito il “Premio Nazionale per la Traduzione” dal Ministero della Cultura e del Turismo Nel 2022, ha vinto il “Premio Paulo Rónai” della Fundação Biblioteca Nacional per la traduzione dell’Inferno, di Dante Alighieri (traduzione in collaborazione con E. F. Brito e P. F. Heise).
FEDERICO CANTONI è Assegnista di Ricerca in Letterature ispa-noamericane presso l’Università di Salerno. I suoi interessi di ricer-ca riguardano la letteratura testimoniale contemporanea in Argentina e Cile, nonché le sue ibridazioni con codici non mime- È autore della monografia Hijos Argentini. Trame intergenerazio-nali e percorsi identitari (2023) e di numerosi articoli pubblicati su riviste nazionali e internazionali. È caporedattore della rivista Tintas. Quaderni di letterature iberiche e iberoamericane (Università di Milano) e direttore della collana narrativa “Calibani” della casa editrice FormArti.
STEFANO FRANCESCHINI è Docente a contratto di Letterature anglo-americane presso l’Università degli Studi Roma Nel 2023, ha ottenuto la borsa di ricerca “Ernst Mach Grant – Worldwide” per un soggiorno di ricerca al Centro per gli Studi Intermediali di Graz, ed è inoltre risultato vincitore di una Junior Fellowship nell’ambito del Field of Excellence “Dimensions of Europe” dell’Università di Graz. Ha pubblicato una monografia dal titolo
SUSANNA NANNI è Professoressa Associata di Lingua e letterature ispanoamericane presso l’Università Roma Tre. Coordina e parte-cipa a progetti e reti di ricerca nazionali e internazionali ed è mem-bro del consiglio direttivo dell’AISI. I suoi ambiti di ricerca verto-no sulle tensioni tra testimonianza e finzione, memoria e post-memoria, eredità e identità nella narrativa e nel teatro ispano-ame-ricano – in particolare argentino – del XX e XXI secolo; sulle rap-presentazioni della violenza, dell’esilio, delle migrazioni e della desaparición (con particolare interesse per l’America Latina e il Mediterraneo).
FEDERICA ROCCO è Professoressa Associata di Lingua e letterature ispanoamericane presso l’Università degli Studi di Udine e la sua ricerca riguarda le forme della scrittura autobiografica, la riscrittu-ra delle Crónicas de Indias, il romanzo della migrazione, della dia-spora e dell’esilio, con particolare attenzione alle letterature del Río de la Plata. Ha pubblicato Una stagione all’inferno. Iniziazione e identità letteraria nei diari di Alejandra Pizarnik (2006); Marginalia ex-centrica: viaggi/o nella letteratura argentina (2012) e La rappresentazione dello stigma nella letteratura (e il cinema) di lingua spagnola / La represen-tación del estigma en la literatura (y el cine) de lengua española (2023).
SUMMARIES
VALERIA GENNERO, A Kaleidoscopic Truth: The Several Worlds of Pearl S. Buck.
Pearl S. Buck’s literary reputation has undergone dramatic shifts that reflect changing U.S.-China relations and evolving critical par-adigms. Once celebrated as a Nobel Prize winner (1938), Buck was later dismissed as “middlebrow,” only to be rehabilitated by Chinese scholars in the late 20th century. Her transnational iden-tity, forged through forty years in China in a missionary family, positioned her as a unique cultural mediator whose work chal-lenges essentialist notions of national and racial identity.
MARIA VITTORIA D’AMICO, “A Tale Full of Sound and Fury”: A Reading of Paul Bowles’ Let It Come
The story of Nelson Dyar, who moves from New York to Tangier for working reasons, offers a depiction of life in this city during the extraordinary years of the International Zone. The narrative explores Paul Bowles’ distinctive creative approach as he portrays his characters obliquely, through their projection within their spa-tiotemporal context. Dyar emerges as a figure suspended between his former identity (as a victim of himself and of entrenched bourgeois conventions) and his new personality as a rebellious expat: a transgressive metamorphosis in which the author-creator subconsciously aims at emphasizing through his protagonist – a totally fictional character – a sort of personal revenge against his own familial past, shaped by an abusive paternal education.
SILVANA MORELI VICENTE DIAS, MAURÍCIO SANTANA DIAS,
The World Is a Small Town: The Hague as Memory and Identity in Manuel Bandeiras’ European Travel Chronicles.
This essay investigates Manuel Bandeira’s travel chronicles of his stay in The Hague in 1957, published in Flauta de Papel. It explores how the poet assembles an “affective topography” that interacts with his conception of “provincial town” as a space of authentic-ity and resistance to a certain modernizing impetus. Starting from the concept of Pierre Nora’s “sites of memory” and Henri Lefebvre’s spatial categories, the authors examine the ways in which Bandeira performs a double process of appropriation: of foreign space through a “provincial” gaze on the one hand, and of the European experience in continuity with his everyday poet-ics, on the other.
FEDERICO CANTONI, Between Motherland and Words: The Cortázar-Heker Debate on Exile and Literary Commitment.
This essay analyzes the epistolary polemic between Julio Cortázar and Liliana Heker over the intellectual exile of Argentinian writers during the dictatorship. Taking three texts published between 1980 and 1981 as its starting point, it explores the contrasting position on the role of the exiled writer and politico-literary com-mitment. It also examines the ideological, generic and contextual implications of the exchange, arguing for its contemporary rele-vance in light of the Milei administration’s cultural policies and censorship.
STEFANO FRANCESCHINI
This essay examines Richard Powers’ novels, Operation Wandering Soul (1993) and Galatea 2.2 (1995) through the lens of expatriate fiction. Drawing on David Damrosch’s and Caren Irr’s observa-tions on World Literature, the author proposes to bring to the fore the Powers’ narrative flirtation with expatriatism. In light of his formative years spent between Thailand and The Netherlands, it is interesting to note how Powers’ novels, albeit not characteristi-cally internationalist stories, epitomize what Matthew Hart described as the “technical precondition for authentic American writing.”
SUSANNA NANNI
Within the broad cartography of the Argentinian exile that took place following the last military-civil dictatorship (1976-1983), Rome lies at the margins compared to other European and Latin American capitals. This essay seeks to rediscover Rome as the cap-ital of said exile through the analysis of the documentary Resistenza. Historias del exilio argentino en Roma (2024). This study traces a simultaneously geographical and commemorative map shaped not only by the exiles’ memories, but also by the compli-mentary perspective of the Romans who showed them solidarity.
FEDRICA ROCCO
Colección permanente.
Colección permanente (2025) is a poetic essay on the craft of writing, interwoven with fictionalized episodes from Negroni’s life. The narrative hints at the Argentinian writer’s thoughts and experi-ences, as well as what she imagined, read, and wrote alongside sev-eral other artists summoned through explicit and implicit quotes. It is an intimate museum aimed at reaching beyond literary cate-gories and genres, not only within or without any canon, but also, anachronistically, outside of time.
RESÚMENES
VALERIA GENNERO, Una verdad caleidoscópica: los múltiples mundos de Pearl S. Buck.
El cambio radical que caracterizó la reputación literaria de Pearl Buck refleja tanto el cambio en las relaciones entre China y Estados Unidos como la evolución de los paradigmas culturales. Celebrada en el pasado como ganadora del Premio Nobel (1938), Buck fue posteriormente descartada por ser demasiado “accesi-ble,” antes de ser revalorizada por los estudiosos chinos a finales del siglo XX. Forjada por cuarenta años vividos en China en el seno de una familia misionera, su identidad transnacional la con-virtió en una mediadora cultural única, cuyas obras redefinieron las nociones esencialistas de identidad nacional y racial.
MARIA VITTORIA D’AMICO, “A Tale Full of Sound and Fury”: una lec-tura de Let It Come Down de Paul
La historia de Nelson Dyar, que de Nueva York se traslada a Marruecos para trabajar en Tánger, ofrece una visión de la vida en Tánger durante los extraordinarios años de la Zona Internacional. La lectura indaga el original enfoque creativo de Paul Bowles, que opta por describir a sus personajes de forma indirecta, a través de su proyección en el espacio-tiempo de su entorno de referencia. Dyar, una criatura suspendida entre su antigua identidad de perso-naje inerte, víctima de sí mismo y de las antiguas convenciones burguesas, y su nueva personalidad de expatriado rebelde: una metamorfosis transgresora en la que el autor-creador ha querido marcar inconscientemente a través del protagonista – una inven-ción íntegramente suya – una especie de revancha personal con respecto a su pasado familiar, ligado a una educación paterna opresiva.
SILVANA MORELI VICENTE DIAS, MAURÍCIO SANTANA DIAS,
mundo es una provincia: La Haya como memoria e identidad en las crónicas de viaje de Manuel Bandeira por Europa.
Este artículo analiza las crónicas de viaje de Manuel Bandeira sobre su estancia en La Haya en 1957, publicadas en Flauta de Papel, investigando cómo el poeta construye una “topografía afec-tiva” que dialoga con su idea de la “provincia” como espacio de autenticidad y resistencia a las influencias de cierta modernización. Tomando como punto de partida el concepto de “lugares de la memoria” de Pierre Nora y de las categorías espaciales de Henri Lefebvre, examinamos cómo Bandeira lleva a cabo una doble apropiación: del espacio extranjero a través de la mirada “provin-cial,” por un lado, y de la experiencia europea como continuidad de su poética de lo cotidiano, por otro.
FEDERICO CANTONI,
El artículo analiza la polémica epistolar entre Julio Cortázar y Liliana Heker sobre el exilio intelectual argentino en tiempos de dictadura. A partir de tres textos publicados entre 1980 y 1981, examina sus posturas enfrentadas sobre la función del escritor exi-liado y el compromiso político-literario. El ensayo revisa las impli-caciones ideológicas, de género y contextuales del intercambio, proponiendo su vigencia actual frente a las políticas culturales y censuras del gobierno de Javier Milei.
STEFANO FRANCESCHINI,
Este artículo analiza dos novelas de Richard Powers, Operation Wandering Soul (1993) y Galatea 2.2 (1995), desde la perspectiva de la expatriate fiction. Partiendo de las reflexiones de David Damrosch y Caren Irr sobre la literatura mundial, pretende poner de relieve la relación narrativa del autor con la experiencia del expatriado. A la luz del periodo formativo que el autor pasó entre Tailandia y los Países Bajos, es interesante observar cómo las novelas de Powers, aunque no son típicamente historias internacionales, ejemplifican lo que Matthew Hard ha definido como la “condición técnica pre-via para una escritura auténticamente americana.”
SUSANNA NANNI, Exilio y resistencia en Roma: cartografía de una memo-ria desde otra
En la amplia cartografía del exilio argentino que se produjo a raíz de la última dictadura cívico-militar (1976-1983), Roma habita un lugar marginal con respecto a otras capitales europeas y latinoa-mericanas. El presente artículo pretende rescatar Roma como capital del exilio a través del análisis del documental Resistenza. Historias del exilio argentino en Roma (2024). El estudio recorre un mapa geográfico y memorial que se alimenta, no solo de los recuerdos de los exiliados, sino también de la otra mirada, la de los romanos que manifestaron su solidaridad.
FEDERICA ROCCO,
Colección permanente es un ensayo poético sobre el oficio de escribir, en que se mezclan episodios ficcionalizados de la vida de Negroni. La narración remite a lo pensado, vivido y leído por la escritora y por otros artistas convocados mediante un juego de citas explíci-tas e implícitas. Es un museo íntimo que sirve para pensar(se) más allá de las categorías y de los géneros, en el canon (heterodoxo) o fuera de todo canon y hasta, anacronísticamente, fuera del tiempo.
RESUMOS
VALERIA GENNERO, Uma verdade caleidoscópica: Os vários mundos de Pearl S. Buck.
A reputação literária de Pearl S. Buck passou por mudanças radi-cais que refletem tanto as transformações nas relações entre os EUA e a China quanto a evolução dos paradigmas críticos. Antes celebrada como vencedora do Prêmio Nobel (1938), Buck foi posteriormente desconsiderada como uma escritora “middle-brow,” para ser depois reabilitada por estudiosos chineses no final do século XX. Sua identidade transnacional, forjada durante qua-renta anos na China em uma família missionária, posicionou-a como uma mediadora cultural única, cujas obras desafiaram as noções essencialistas de identidade nacional e racial.
MARIA VITTORIA D’AMICO, “A Tale Full of Sound and Fury”: uma leitura de Let It Come Down de Paul Bowles.
A história de Nelson Dyar, que se muda de Nova Iorque para Tânger por motivos profissionais, oferece um retrato da vida nessa cidade durante os anos extraordinários da Zona Internacional. A leitura explora a distintiva abordagem criativa de Paul Bowles, que retrata as suas personagens de forma indireta, através da projeção destas na trama espaço-temporal de seu con-texto de referência. Dyar surge como uma figura suspensa entre sua identidade anterior (isto é, como vítima de si mesmo e das arraigadas convenções burguesas) e sua nova personalidade de expatriado rebelde: uma metamorfose transgressiva na qual o autor-criador procura inconscientemente enfatizar, por meio de seu protagonista – uma personagem totalmente fictícia – uma espécie de vingança pessoal contra seu próprio passado familiar, marcado por uma educação paterna abusiva.
SILVANA MORELI VICENTE DIAS, MAURÍCIO SANTANA DIAS,
O mundo é uma província: Haia como memória e identidade em crônicas de via-gem de Manuel Bandeira à Europa
Este ensaio analisa as crônicas de viagem de Manuel Bandeira sobre sua estada em Haia, em 1957, publicadas em Flauta de Papel, investigando como o poeta constrói uma “topografia afetiva” que dialoga com sua concepção de “província” como espaço de auten-ticidade e resistência aos influxos de certa modernização. A partir do conceito de “lugares de memória” de Pierre Nora e das cate-gorias espaciais de Henri Lefebvre, examinamos de que modo Bandeira opera uma dupla apropriação: do espaço estrangeiro por meio do olhar “provinciano,” por um lado, e da experiência euro-peia como continuidade de sua poética do cotidiano, por outro.
FEDERICO CANTONI, Entre a pátria e a palavra: o debate Cortázar-Heker sobre o exílio e o compromisso literário.
O artigo analisa a polêmica epistolar entre Julio Cortázar e Liliana Heker sobre o exílio intelectual argentino nos tempos da ditadura. Partindo de três textos publicados entre 1980 e 1981, examina suas posições opostas sobre o papel do escritor exilado e sobre o compromisso político-literário. O artigo aborda as implicações ideológicas, de gênero e contextuais da troca, propondo sua atua-lidade diante das políticas culturais e da censura do governo de Javier Milei.
STEFANO FRANCESCHINI, Circuitos de pertença: deslocamento e deslocali-zação na expatriate fiction de Richard Powers.
Este ensaio analisa dois romances de Richard Powers, Operation Wandering Soul (1993) e Galatea 2.2 (1995), através da lente da expa-triate fiction. Partindo das reflexões de David Damrosch e Caren Irr sobre a World Literature, procura-se evidenciar a relação narrativa de Powers com a experiência da expatriação. À luz de um período formativo que o escritor passou entre a Tailândia e os Países Baixos, é interessante notar como os romances de Powers, embora não sejam tipicamente histórias internacionais, exemplificam aquilo que Matthew Hard definiu como a “pré-condição técnica para uma escrita autenticamente americana.”
SUSANNA NANNI, Exílio e resistência em Roma: cartografia de uma memó-ria a partir de outro olhar.
Na ampla cartografia do exílio argentino que se produziu em decorrência da última ditadura cívico-militar (1976-1983), Roma ocupa um lugar marginal em relação a outras capitais europeias e latino-americanas. Este artigo pretende resgatar Roma como capi-tal do exílio por meio da análise do documentário Resistenza. Historias del exilio argentino en Roma (2024). O estudo percorre um mapa geográfico e memorial que se alimenta não apenas das lem-branças dos exilados, mas também do outro olhar, o dos romanos que manifestaram sua solidariedade.
FEDERICA ROCCO, Estar no exílio para ser livres: Colección perma-nente de María Negroni.
Colección permanente (2025) é um ensaio poético sobre o ofício da escrita entrelaçado com episódios ficcionalizados da vida de Negroni. A narrativa refere-se ao que a escritora argentina pensou, viveu, imaginou e leu, e ao que escreveu acompanhada por muitos outros artistas convocados por meio de citações explícitas e implí-citas. Neste museu íntimo, pensa-se para além das categorias e dos gêneros literários, dentro do cânone (heterodoxo) ou fora de qual-quer cânone e, até mesmo, anacronicamente, fora do tempo.
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